Meteoriti

“Pietre dal cielo”

“Pietre” perché all’occhio comune non sono altro che pietre e sassi. “Dal cielo” perché non formatesi sulla terra ma provenienti dallo spazio

Difficile a credersi, eppure sul nostro pianeta cadono circa 200.000 tonnellate di meteoriti ogni anno ma, a meno che non vengono viste cadere, recuperarle è molto difficile

La maggior parte si disintegrano nell’atmosfera e arrivano a terra sotto forma di polveri o microsfere metalliche e vetrose; un’altra grande percentuale cade in mare, per ovvie ragioni, visto che la maggior parte della superficie terrestre e ricoperta di acqua; molte altre non sono viste cadere e se ne perdono le tracce. In poche parole è più facile vincere alla lotteria che trovare una meteorite, anche quando si va a cercarle in località dove il territorio e piatto, sabbioso o coperto da ghiaccio

Indice pagina:

Come riconoscerle

Ma come faccio a sapere che quel sasso è una vera meteorite, da cosa si distingue da una pietra terrestre?

Sikhote-Alin

Possiamo iniziare con delle semplici osservazioni:

  • Crosta di fusione: derivata dall’ablazione, ovvero un’erosione causata dall’attrito atmosferico; la superficie è scura, spesso nera, e lucida. La forma è irregolare e con spigoli arrotondati
  • Elevato peso specifico: è più pesante di una normale pietra delle stesse dimensioni
  • Regmagliti: non sempre presenti, sono come “fossette” createsi durante l’ablazione che le modella
  • Magnetismo: la lega Ferro-Nichel, tipica delle meteoriti, permette di attrarle con un semplice magnete
  • Parere di un esperto e analisi in laboratorio: quest’ultimo passo è quello necessario per aver la certezza delle proprie osservazioni, inoltre le analisi in laboratorio permetterebbero la catalogazione del campione inserendone i dati nella lista ufficiale

Da dove arrivano

Arrivano prevalentemente dalla fascia degli asteroidi, una cintura di massi gravitanti tra Marte e Giove. Ogni tanto queste rocce o asteroidi si scontrano tra loro violentemente frammentandosi e cambiando direzione. Alcuni di questi frammenti, attratti dalla gravità del Sole, si dirigono vero la sua direzione ma potrebbero terminare il loro viaggio su un pianeta, se quest’ultimo dovesse incrociare la sua orbita con la traiettoria della meteora

Classificazione

Si distinguono due categorie:

  • Indifferenziate: rimaste immutate sin dalla loro origine, conservano la composizione originaria da circa 4,6 miliardi di anni (risalenti alla formazione del sistema solare) perciò dette anche “primitive”
  • Differenziate: provenienti da grandi asteroidi che hanno subito trasformazioni generando la presenza di un nucleo, un mantello e una crosta. In base allo strato di provenienza derivano meteoriti di diversa composizione

Si può fare un’ulteriore catalogazione, ben più specifica, in base alla loro composizione, dunque diamogli un’occhiata…

Composizione

  • Condriti: meteoriti rocciose e indifferenziate. Si chiamano così per quelle sferule millimetriche di Silicio e Carbonio chiamate condrule. Costituiscono la maggior parte delle meteoriti cadute sulla Terra
  • Acondriti: meteoriti rocciose. Provengono dalla crosta dell’asteroide differenziato. Composte da materiale simile al basalto terrestre o alle rocce intrusive, sono prive di condrule.
  • Sideriti: meteoriti ferrose. Provengono dal nucleo dell’asteroide differenziato. Composte prevalentemente da Ferro e Nichel.
  • Sideroliti: meteoriti ferro-pietrose, note anche come pallasiti. Provenienti dalla zona di transizione tra mantello e nucleo metallico dell’asteroide differenziato o, per un’altra teoria, formatisi a seguito di impatti tra asteroidi di diversa origine. Includono cristalli di olivina nella matrice di Ferro e Nichel. Sono le meteoriti più rare sulla Terra

Ovviamente non finisce qua… ci sarebbero ulteriori sotto classificazioni, ben più specifiche, che ora non approfondiremo

Ma una di queste è tanto particolare e interessante da necessitare di una pagina tutta sua

Dove cercarle

Si possono cercare ovunque, ma ci sono posti dove si hanno maggiori probabilità di effettuare dei ritrovamenti. I ricercatori, dunque, prediligono i deserti, l’Artide e l’Antartide, e non perché li vi cadano più meteoriti, non è così, ma poiché il nero del “sasso” è più evidente su uno sfondo di sabbia o di ghiaccio e neve. La principale zona di raccolta rimane il deserto sahariano, le meteoriti trovate in questa zona riportano nel nome la sigla NWA (North West Africa) in quanto non si riesce a definire una località precisa nell’immenso deserto.

Un’alternativa può essere l’andare a ricercare in zone cui già ci sono stati ritrovamenti o cadute note, sperando sia rimasto ancora qualcosa; oppure possiamo “semplicemente” armarci di Metal detector, e tanta buona pazienza, e testare nuovi territori, avendo però minori sicurezze di successo

Importanza scientifica

Le meteoriti offrono ai ricercatori molte informazioni sull’evoluzione del sistema solare, ed in particolare sul nostro pianeta

Perciò è più facile aspettare che sia lo spazio ad arrivare da noi, attraverso questi “strani sassi, piuttosto che compiere grandi investimenti di tempo e denaro per cercare queste stesse informazioni nello spazio